Comitato per
l'etica di fine vita

Il CEF si è caratterizzato per la sua specializzazione nelle problematiche inerenti l’assistenza ai malati prossimi alla fine della vita, valorizzando non solo il diritto alla vita, alla salute e all’integrità fisica dei pazienti, ma portando particolare attenzione alla qualità della vita, insieme alla necessità di diffondere e radicare, in ogni contesto terapeutico e assistenziale, il modello di cura proprio delle cure palliative

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Il Comitato per l’etica di fine vita (CEF), in precedenza denominato “Comitato etico presso la Fondazione Floriani”, è stato costituito nel 1991 per iniziativa di un gruppo di clinici e di studiosi di diverse discipline, persuasi della necessità di trovare risposte adeguate alle domande di assistenza provenienti dalla vasta, e sempre crescente, popolazione di malati affetti da patologie evolutive a prognosi infausta.

Nel panorama dei comitati etici che, sempre più numerosi, sono nati in Italia, soprattutto presso Enti Ospedalieri e Istituti di ricerca, il CEF si è caratterizzato per la sua specializzazione nelle problematiche inerenti l’assistenza ai malati prossimi alla fine della vita, valorizzando non solo il diritto alla vita, alla salute e all’integrità fisica dei pazienti, ma portando particolare attenzione alla qualità della vita, insieme alla necessità di diffondere e radicare, in ogni contesto terapeutico e assistenziale, il modello di cura proprio delle cure palliative.

L’attività del CEF ha seguito diverse direzioni. Innanzitutto, quella della formulazione di pareri etici, in relazione a casi sollevati dalla pratica clinica e sottoposti da operatori impegnati nelle cure di fine vita. Un’ampia selezione di questi casi e pareri è stata raccolta nel volume Alla fine della vita. Casi e questioni etiche, pubblicato dal CEF nel 2002 presso l’editore Guerini di Milano.

Sono, inoltre, stati elaborati vari documenti, tra i quali Presupposti etici in medicina palliativa e Carta dei diritti dei morenti. Quest’ultima è stata, nel 1999, commentata in una pubblicazione presentata alla stampa e al pubblico in diverse occasioni e diffusa presso gli operatori interessati. Nel 2005 il CEF ha presentato, inoltre, la Carta delle volontà anticipate, che si pone in rapporto di continuità con la Carta dei diritti dei morenti e che rappresenta il contributo di riflessione del CEF al dibattito sulle disposizioni anticipate di trattamento.

Il CEF ha continuato a promuovere ed organizzare numerose iniziative formative e divulgative, che hanno costituito riuscite occasioni, nel contesto italiano, in cui avviare, su questioni ancora controverse, un confronto franco ed aperto su molti temi del fine- vita. Tra questi, si può ricordare il Workshop dal titolo L’evoluzione del concetto di terminalità nella malattia a prognosi infausta, svoltosi a Milano nel 2011, in occasione del ventesimo anniversario del Comitato.

Il CEF, nella persona della Presidente, Patrizia Borsellino, è stato in più occasioni invitato in sede di audizioni parlamentari, dando così un significativo contributo ai lavori che hanno portato alla promulgazione della legge n. 219/2017, Norme in materia di consenso informato e disposizioni anticipate di trattamento. Il CEF è stato inoltre coinvolto nella discussione dei disegni di legge in tema di rifiuto di trattamento ed eutanasia.

Il CEF è intervenuto nel dibattito pubblico, con diversi comunicati stampa, tra i quali si segnala il comunicato stampa nell’imminenza della pronuncia della Corte Costituzionale del 25 settembre 2019 sul c.d. “caso Cappato”, in riferimento al tema dell’aiuto a morire e del suicidio medicalmente assistito. Dal 2019 il CEF svolge le proprie attività presso la sede milanese di Vidas, con cui ha stipulato un accordo di collaborazione.

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